Il Kazakistan e le collaborazioni medico-scientifiche a cui non avevi pensato. Una novella Cina delle meraviglie? Forse anche meglio

 

di Ornella Rota

Astana capitale del KazakistanROMA. Il primo progetto di collaborazione scientifica tra l’Italia e il Kazakistan si prefigge di realizzare un centro di eccellenza per la diagnosi e la terapia della sclerosi multipla, nella facoltà di medicina dell’università della capitale Kazaka. L’iniziativa ha preso avvio dagli studi del professore Paolo Zamboni, chirurgo vascolare dell’università di Ferrara, che hanno evidenziato uno stretto rapporto tra l’insufficienza cronica cerebro-spinale (CCSVI) e la sclerosi multipla.

Astro (Astana/Roma), questo il nome del progetto, si è sviluppato in un contesto di crescente collaborazione per una serie di master, dottorati e scuole di specializzazione da tenersi a La Sapienza. I tempi sono stati brevi: nel luglio 2012 firma dell’accordo tra i rispettivi rettori professori Frati e Shaidarov; nel novembre del medesimo anno ad Astana convegno sulla sclerosi multipla seguito da oltre 500 medici kazaki (delegazione de La Sapienza composta da Francesco Fedele direttore scientifico e specialista in malattie cardiovascolari, da Cesare Fieschi direttore cliniche malattie nervose e mentali, da Sandro Mandolesi docente di emodinamica venosa e dal professore Michele Rossi responsabile del servizio radiologia interventistica del Policlinico); nel maggio appena trascorso l’arrivo a Roma di una prima delegazione kazaka, in visita ai Dipartimenti de La Sapienza e al Centro di Ricerca Neuromed, con il vice rettore prof.ssa Zaxylykova Gulnar e la prof.ssa Zhussupova Almagul del  dipartimento di neuroscienze. Prossimo appuntamento in autunno, quando un’équipe italiana svolgerà ad Astana un primo corso intensivo di perfezionamento  di diagnostica vascolare sulla CCSVI.

Sandro Mandolesi è coordinatore nazionale dell’osservatorio epidemiologico sulla CCSVI e professore onorario all’ateneo kazako. Laurea a La Sapienza, studi di perfezionamento in Olanda, Parigi e Los Angeles, membro di associazioni prestigiose quanto l’American College for Advances in Medicine nonché socio fondatore e/o presidente di vari istituti di ricerca. A La Sapienza, Scuola di Specializzazione in Cardiologia, è arrivato nel 2002, dopo avere insegnato Semeiotica Clinica e Sperimentale all’Università di Perugia.

Perché un progetto proprio sulla sclerosi multipla?

“Credo sia da collegare allo straordinario interesse che ho constatato in Kazakistan verso tutto ciò che è innovazione, nei vari settori. E oggi, negli ambienti scientifici del mondo, le ricerche sugli aspetti vascolari della sclerosi multipla sono all’avanguardia”.

All’ex-Urss il Kazakistan forniva circa il 60% delle risorse minerarie e un terzo della produzione totale di frumento. Il sottosuolo è uno scrigno (ferro, carbone, petrolio, metano, metalli usati nell’elettronica, nell’ingegneria nucleare e nella missilistica), agricoltura e pastorizia continuamente dilatano le potenzialità di mercato.

Questo è probabilmente il Paese con la maggiore ricchezza pro capite al mondo, eppure fa tuttora parte  di quelli tutelati dalla Cooperazione Internazionale _ compare, ad esempio, nel programma delle Nazioni Unite per assistere le nazioni senza sbocco al mare. Dal 1991, anno dell’indipendenza, l’economia è stata per gran parte privatizzata, comprese le compagnie televisive, elettriche e petrolifere. Certamente il Paese è uscito alla grande, e daSandro Mandolesi tempo, dai problemi comuni alle repubbliche ex sovietiche, però ha bisogno di modernizzare l’intera rete di servizi”.

Questo Paese rimane ancora abbastanza misterioso, da noi e non soltanto da noi. Volendo sintetizzare le sue impressioni?

“Una realtà in rapidissima evoluzione e sviluppo, un’espansione esplosiva verso la modernità. Lo so che non si dovrebbe raccontare una realtà paragonandola ad altre realtà, ma giusto per intenderci: mi viene in mente la Cina all’inizio del nostro millennio, e la capitale, Astana, costruita in 10 anni, per molti aspetti richiama Dubai. L’oggi del Kazakistan affianca in modo vertiginoso il passato e il futuro: grattacieli, capanne con cammelli e cavalli, paraboliche, vecchie fattorie collettive ancora molto povere. E una classe media che continua a irrobustirsi

 

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