Last Night: tra passioni e terremoti

di Giulia Dessena

(immagine da www.zapster.it)Uno sguardo, una carezza,  un gesto che apparentemente potrebbero apparire superflui, possono scatenare gelosie e idee sornione nella mente di una donna.

Con questa premessa Massy Tadjedin  – regista e sceneggiatrice iraniana-  si presentò alla quinta edizione del Festival Internazionale del Cinema di Roma (2010).

La storia raccontata è quella di Joanna e Micheal, giovane coppia  che vive felicemente a New York. Una sera, ad un party, Joanna  (Keira Knightley)  nota una certa intimità tra suo marito Micheal (Sam Worthington) e la sua collega di lavoro (Eva Mendes). Ma quando Joanna stessa ritrova per le strade di Manhattan una sua vecchia fiamma, Alex (Guillaume Canet), l’alchimia che ri-nasce in entrambi ,sembra voler mettere a repentaglio i sentimenti di lealtà e fedeltà che Joanna nutre nei confronti di Micheal.

Last Night esplora le profondità della mente e del cuore umano.  l’azione è ridotta al minimo  e i luoghi inquadrati sono pochi e ben distinti: davanti ai protagonisti  solo un’enorme  New York che diventa terribilmente piccola quando si tratta di far scontrare con un amore ormai dimenticato (?).

Le dinamiche del tradimento – che ci sia o no – vengono raccontate letteralmente dalle immagini, dai primi piani e dai particolari. Una pellicola con una sceneggiatura spiazzante e ricca che si fa dettaglio per rendersi immagine di desideri sopiti,  attrazioni, sentimenti,  ripensamenti e flashback.  Tutto sapientemente portato sul grande schermo attraverso una regia semplice e lineare che guida e segue  gli sguardi dei quattro protagonisti, fotografati da toni scuri ma nello stesso tempo decisi  ed incisivi, quasi come ombre. Lo spettatore ha la sensazione di venir pian piano risucchiato da queste sensazioni ovattate e inconsapevoli.

Il finale è l’elemento più forte di tutto il film: uno di quei “The end” che, a primo impatto,  lasciano in preda alla delusione e a mille interrogativi, ma che in realtà segnano una scia profonda regalano importanti riflessioni.

Un film che in poco più di novanta minuti descrive l’alchimia e le sensazioni come effimere, di breve durata nell’attimo ma ancorate nel tempo, come un terremoto: passioni  che possono durare solo una notte oppure che scavano nel profondo, nascondendosi nella quotidianità  e nel tempo che passa.

Last Night  non è altro che un momento di passaggio, l’attimo da saper cogliere oppure no, il famoso ultimo minuto che si ringrazia per averci fatto prendere o perdere quel treno.

“È strano come puoi svegliarti e non sapere come va la giornata. Ottanta, novanta, mille giorni passano senza che succeda niente e poi all’improvviso… “

Io, una spiegazione al terremoto di  Milano in realtà l’avrei , ma non la posso dire.

Last Night (USA 2010 – Massy Tadjedin )

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