ELYSIUM (id. Usa 2013 – Neill Blomkamp)

di Fabio Migneco

(immagine da http://images.movieplayer.it/2013/07/10/elysium-la-locandina-italiana-del-film-280256.jpg)Sono pochi i film di fantascienza che contano negli ultimi anni, e ancora meno i registi alle spalle che abbiano un futuro promettente. Tra questi, senza dubbio, c’è Neill Blomkamp, che un paio di anni fa ha stupito e conquistato gli appassionati col suo District 9, nato da una costola di uno dei suoi cortometraggi e che era atteso al varco per l’opera seconda. In questi giorni nelle nostre sale, Elysium è il suo nuovo, ambizioso lungometraggio, imperfetto e irrisolto, ma sincero e viscerale.

Come per il precedente film c’è una metafora molto poco fantascientifica, una lotta di classe calata in un contesto da cinema di genere. Stavolta però il regista ha avuto dalla sua un budget più consistente e una serie di attori, “bankable” come si sarà sicuramente sentito dire dai pezzi grossi degli studios che hanno prodotto il film. Da Matt Damon a Jodie Foster, da William Fichtner (sempre eccellente caratterista) a Alice Braga. Ma la parte del leone per una buona metà di film la fa Sharlto Copley, lanciato proprio dal precedente film del regista (e visto poi in varie pellicole da A-Team a Open Grave), nei panni del villain Kruger, spietato e odioso quanto basta. I difetti del film sono in una sceneggiatura un po’ tirata via a opera dello stesso Blomkamp, con molte soluzioni affrettate e improbabili, e in una mancanza di profondità che avrebbe reso il film un classico del genere. Rimane un buon film, ma più di consumo che altro. Le premesse perché Blomkamp possa realizzare un grandissimo film, se non un capolavoro, continuano a esserci, come e più che in District 9. Qui infatti dimostra di saper girare scene d’azione di grande respiro e dal ritmo elevatissimo, supportate da un montaggio tra i migliori visti di recente, oltre che a saper tenere l’insieme a una durata giusta, senza strafare, né levare troppo. Un film che emoziona e intrattiene, con una resa visiva eccezionale e degli effetti speciali mai troppo invasivi, con un ottimo Matt Damon come non l’abbiamo mai visto, nemmeno nei tre Bourne, ma che avrebbe potuto essere ben altro e non solo un pop-corn movie sia pur sofisticato e di alto lignaggio.

 

Staremo a vedere il prossimo viaggio di Blomkamp dove lo – e ci –porterà.

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