EP#21

 di Claudio Consoli

EP#21

(ipotetico dialogo musicale fra i sessi)

1.Little Black Submarine”. 2011, dall’album “El Camino” dei The Black Keys, quando ci si perde ascoltando le voci nella nostra testa, servirebbe un segno che ce ne guidi fuori ma tutti sanno che un cuore infranto è cieco.

2.“Sunday Afternoon”. 2008, album “Elephants… Teeth Sinking Into Heart” di Rachael Yamagata, ma quando si crede che nessun’altra lacrima sarà versata, arriva una Domenica pomeriggio in cui i propositi si perdono.

3.“On The Mend”. 2008, album “In Your Honor” dei Foo Fighters, allora c’è bisogno di guarirsi aspettando una voce che dolcemente ci desti e ci richiami indietro.

4.“Make Me Stay”. 1991, dall’album “Not So Soft” di Ani Di Franco, o forse è il nostro turno di rincorrere? Allungare una mano e afferrarne un’altra prima che un volto conosciuto diventi un’indistinta e lontana silouette.

5.“Fuck Me”. 2010, album “Dust Lane” di  Yann Tiersen, “ma io so e tu sai che siamo tutti un casino senza fine, allora abbiamo bisogno di sentirlo, di viverlo, dunque spogliamoci e cantiamo: Fuck me! Make me come again! Make me love again!”.

Potete vedere i video della playlist anche sul nostro canale youtube: http://www.youtube.com/playlist?list=PLA4218733DF5F778A

Curiosità sulla playlist: I The Black Keys hanno preso il loro nome da un’espressione spregiativa usata da un artista che il padre di Auerbach, un mercante d’arte, supportava: egli infatti chiamava Black Keys le persone a lui sgradite.

Rachael Yamagata, statunitense di padre giapponese e madre italo-tedesca, nonostante abbia prodotto appena tre dischi, ha concesso le sue canzoni per le colonne sonore di una decina di serie tv diverse.

Foo Fighters era il nome dato dai piloti americani e inglesi agli strani velivoli non identificati che spesso riferivano di aver avvistato nei cieli durante la seconda guerra mondiale.

Pur essendo politicamente e socialmente impegnata e producendo comunque musica di spessore, Ani Di Franco ha inciso praticamente un disco all’anno fin dall’esordio del 1990.

In “Fuck Me” Yann Tiersen duetta con l’artista bretone Gaelle Kerrien.

 

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