G.I. JOE – LA VENDETTA (G.I. Joe Retaliation – Usa 2013 – Jon Chu)

 

di Fabio Migneco

( immagine da http://www.radiocinema.it/web/wp-content/uploads/2013/01/GI_Joe_La_vendetta1.jpg )A quattro anni dal primo capitolo targato Stephen Sommers, che lasciò la critica piuttosto fredda ma incassò più che bene un po’ ovunque, il produttore Lorenzo Di Bonaventura (che sogna un cross-over tra questa e la sua altra saga multimilionaria Transformers) rispolvera i vecchi Joe griffati Hasbro Toys e li riporta nelle sale con un’iniezione di testosterone e di steroidi extra.

Anche se viene meno un’impronta più autoriale (se ne può parlare male quanto si vuole di Sommers, che dopo un paio di film azzeccati è andato peggiorando, ma almeno è uno con una sua visione delle cose) e ancor più che nel primo è l’azione a padroneggiare, la storia riprende lì dove si era interrotta, salvo qualche cambio di peso nel cast. Resta Channing Tatum, ma per poco, che ormai salta da un set all’altro. Rimangono i due temibili ninja uno buono l’altro cattivo (o forse no?) e i villain storici Cobra Commander e Zartan (un Arnold Vosloo sottoutilizzato che sarà stato sul set sì e no due giorni), sostituitosi al Presidente Vincent Pryce. Ma arriva Dwayne -The Rock- Johnson, che per fortuna da due o tre anni è tornato prepotentemente all’action e nei panni del tellurico Roadblock fa davvero la differenza.

Mastodontico quanto ironico, il buon The Rock (che tra l’altro è tornato con successo anche sui ring del Wrestling), regge quasi tutto il film, comunque ben congegnato ed equamente distribuito su tutti i personaggi. Guest star di classe, laddove nel primo film c’era Dennis Quaid, il mitico Bruce Willis, nei panni del primo dei Joe (“la ragione per cui ci chiamiamo così” dice ai suoi Roadblock), il soldato al quadrato, in ritiro ma sempre pronto alla pugna se serve, e con un arsenale in casa tale da poter combattere una guerra da solo. Tanta azione, ritmo, quel minimo di coerenza narrativa, personaggi bigger than life, un paio di pezzi giusti in colonna sonora, materiale d’avanzo per infiniti possibili sequel… insomma gli appassionati hanno di che divertirsi, specie se di bocca buona. Niente di eccezionale, ma nemmeno una porcata e il rischio c’era. Peccato per il 3D, che a quanto pare è d’obbligo e invece non serve a nulla, specie se posticcio e forzato come qui. Rende bene solo nella scena sulle montagne con il combattimento tra ninja, ma era una scena talmente ben fatta che funzionava così com’era. Ad ogni modo lunga vita a Mr. Johnson, già ribattezzato(si) “Viagra Franchise”, in attesa di rivederlo presto nel sesto Fast and Furious, altra saga che – appunto – ha contribuito ampiamente a rivitalizzare.

 

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