Una Madame Bovary cinese oppure una semplice eroina da romanzo rosa? Né l’una né l’altra, solamente Peonia Rossa

di Francesco Bordi

( immagine da http://www.aiap.it/libreria.php?ID=501 )Capita a volte del tutto inaspettatamente d’imbattersi in qualcuno o in qualcosa che (ri)-lascia una buona sensazione addosso. Come se quell’incontro, quell’occasione o quella circostanza avessero voluto regalarci spontaneamente un buon ricordo percepito come tale già nel corso del felice imprevisto. Lo scorso agosto stavo passeggiando per le strade della mia città perlustrando le numerose bancarelle che nel periodo estivo affollano le zone centrali di Roma. Un lunghissimo stand in zona Castel Sant’angelo proponeva una serie di testi dalla svariata natura: saggistica, letteratura, arte, libri per l’infanzia. Stavo quindi osservando autori e titoli nel solito caos primordiale letterario del caso in cui si mescola immancabilmente “sangre y mierda”, per dirlo alla maniera ispano-musicale punk.

Proprio da questo coacervo di generi, autori e gadget da cartoleria è spuntata fuori la delicatissima copertina di “Peonia Rossa” di Lin Yutang. La descrizione della quarta di copertina era invitante e la bibliografia dell’autore mi riportava a qualche nozione andata persa da qualche parte nella mia testa dall’epoca dei miei studi universitari. OK, per pochi euro Peonia era mia!

Il titolo si è rivelato molto complesso e assai semplice al contempo. Peonia è la protagonista assoluta dell’intera vicenda. È una creatura carica di fascino d’intelligenza e di consapevolezza dei propri mezzi di attrazione (prima ancora che di seduzione) ma totalmente priva di chiarezza sulle sue scelte di sentimento. In una Cina a cavallo fra la fine dell’800 e gli inizi del ’900 la signorina Lang vive tumultuose storie d’amore innescate dall’eterna “schiavitù” alle strettissime convenzioni sociali dalle quali ancora oggi la nazione non può dirsi totalmente affrancata. Il racconto infatti ha inizio direttamente dalla celebrazione del funerale del marito di Peonia che ci viene subito presentata come la vittima di un matrimonio combinato decisamente contro la sua volontà. Da qui in poi si muoverà un’altalena costante fra passioni verso nuovi e vecchi amori ognuno dei quali sarà il rappresentante di un aspetto della Cina di sempre. Chin Chu ed il suo trasporto passionale fatto di accorate lettere e fugaci incontri in alberghi periferici, seguirà poi Mengchia con il suo carico di cultura tipica dello studioso e del burocrate cinese d’alto livello che in quel periodo andava relazionandosi agli Occidentali sempre più presenti nelle città-chiave come Pechino, Nanchino e Hangzhou. Quindi verrà il turno di An Tonien poeta contemporaneo stimatissimo in una contesto di fine ’800 in cui saper scrivere in versi significava ancora qualcosa. Non mancherà tuttavia, ad esemplificare tutte le categorie prese in considerazione, Fu Nanto: uomo quasi analfabeta ma degno esponente della Cina rurale. Uomo onesto dedito alla cura della salute e del fisico e portatore dei valori più istintivi e sinceri nel rapporto di coppia.

Dalla rapida sinossi presentata Peonia Rossa sembrerebbe un romanzo, anche se in una versione maggiormente abbellita, appartenente alla letteratura femminile serializzata fatta di amori, delusioni e descrizioni di stati d’animo in subbuglio a causa di rovesciamenti di cuore. In parte l’opera di Lin Yutang presta il fianco a questo tipo di narrazione minore, ma è opportuno sottolineare che questo è veritiero solamente in alcuni passi. La grandezza del testo non sta nelle descrizioni dei tormentati rapporti di coppia, ma in un contesto che sembra marginale tradendo invece un’importanza capitale nella creazione dell’atmosfera da donare al lettore. Siamo nella Cina che guarda alla fine del secolo scorso. Nello scorrere le pagine del testo sentiamo gli odori delle bancarelle di Pechino, delle spezie, del ginseng. Vediamo i quartieri della capitale riservati alle famiglie diplomatiche occidentali. Sentiamo le barche piccole e rapide che sfrecciano sul Fiume Giallo non molto differentemente dalle loro imbarcazioni parenti dei secoli precedenti. Apprendiamo che venivano ancora usate le portantine tanto in città che in montagna nonché in campagna. Ancora Lin Yutang ci fa gustare con maestria i paesaggi affascinanti delle case rupestri dei piccoli centri cinesi raggiungibili solo tramite dei portatori. Alla stessa maniera sentiamo l’odore del mare, specialmente nei passi in cui ci viene raccontato del rapimento di Peonia ad opera di pirati-pecatori ancora attivissimi ai nei primi del ’900. Si prosegue così per l’intero racconto imbattendoci nella marina cinese, nei nuovi ospedali gestiti da professionisti inglesi, nella palpabile ipocrisia della società affetta dalle restrizioni neoconfuciane, nella corruzione governativa e in tutte quelle trasformazioni che l’immenso territorio orientale stava subendo e che ancora oggi lo vede protagonista. La sensuale attrice si muove perfettamente a suo agio in questo immenso palco costituito da  un mondo in divenire, tanto da riuscire a far passare tutte le difficoltà di adattamento di quel periodo in secondo piano badando solamente ai propri tumulti interni

In questo sta la complessità dell’opera. Peonia è a tratti l’eroina dei romanzi rosa con tutte le connotazioni negative che comporta, ma d’altro canto la sua figura anticonvenzionale nonché di grandissima intelligenza e sagacia, entrambe difficili da dimostrare per una donna in quel contesto, prende in prestito la forza intellettuale di una Madame Bovary e l’anticonformismo attivo di Mulan: la protagonista della lunga ballata poetica, scritta all’epoca della dominazione barbara del settentrione cinese, molto approssimativamente tra il 380 d.C. ed il 400 d.C., ed ormai nota per l’omonimo lungometraggio animato che gli artisti della Disney realizzarono nel 1998.

Il reale affresco di quella Cina così tradizionale e allo stesso tempo vogliosa di imparare le diverse tecnologie e conoscenze medico-scientifiche esterne unito al grande carisma dell’eroina rendono Peonia Rossa una vera e propria “chicca editoriale”. Per comprovare ulteriormente la rarità e la quasi unicità del testo va doverosamente aggiunto che la copertina dell’edizione italiana fu realizzata dall’artista Bruno Munari detto “Il perfettissimo” nella Milano in cui spesso operava. Il volume infatti « fa parte della serie esposta presso la galleria A.I.A.P (Associazione Italiana Progettazione Comunicazione Visiva) nella mostra “Bruno Munari. Un Libro al mese” l’esposizione che racconta del lavoro svolto in prima persona da Munari per un particolare marchio editoriale. Il Club degli Editori rappresentava infatti l’idea di Arnoldo Mondadori di allargare la cerchia dei lettori offrendo una collezione qualificata di titoli, ma venduti solo per corrispondenza. Munari ha progettato il marchio della “Casa editrice” ed ha disegnato, di mese in mese, le copertine dei primi sei anni di vita di questa esperienza editoriale. (da http://www.aiap.it/libreria.php?ID=501 ».

La fotografia e le sensazioni di quella Cina così ben descritta e fortunatamente così ben interpretata anche dall’artista milanese nella copertina italiana permangono dopo la fine della lettura. Il consiglio pertanto è quello di riuscire a procurarsi il titolo magari su qualche bancarella o ancora presso i siti di rarità editoriali che popolano la rete. Nonostante l’opera non rientri pienamente nei capolavori letterari, complice anche la resa in italiano non eccezionale per di più realizzata tramite una traduzione indiretta dalla versione inglese, Peonia Rossa ha comunque in sé un fascino ed una validità narrativa che merita di essere approcciata.

È davvero bello imbattersi in queste “chicche” inaspettate. Se gli incontri fortuiti che il quotidiano propone fossero così positivi ed in maggior quantità, tanto negli oggetti che (e soprattutto) nelle persone, allora (sopra)-vivere nell’era della crisi attaule risulterebbe davvero molto più semplice.

Lin Yutang, “Peonia Rossa”, Milano, Club degli Editori, 1964.

Per ulteriori info sulla copertina realizzata da bruno Munari e sul marchio editoriale: http://www.aiap.it/libreria.php?ID=501

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked (required)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

ACQUISTA ONLINE // STORE
CANALE YOUTUBE
LIBERTÀ DEL TRATTO
SUGGESTIONS
Servizi
  • Servizi

    Lo staff di Culturalismi.com mette a disposizione di quanti vogliano avvicinarsi al mondo

SPONSOR
bel-ami-edizioni_mini