798 Art District

di Alessandro Esposto

foto di Alessandro Esposto © tutti i diritti riservatiSe dopo aver passeggiato per ore e ore nei meravigliosi parchi di Pechino, visitando i suoi antichi edifici, gli innumerevoli templi e ammirando la sua arte millenaria, doveste sentire un forte bisogno di tornare al presente e di proiettarvi nella contemporaneità, allora l’Art District 798 è il posto che fa per voi.

Situato nel quartiere di Dashanzi, all’interno dell’area pechinese di Chaoyang, l’Art District 798 ospita diverse ex-fabbriche in stile Bauhaus, la cui costruzione iniziò negli anni Cinquanta per la produzione di materiale elettronico militare ma andate gradualmente in disuso sul finire degli anni Ottanta e Novanta, periodo in cui l’Accademia di Belle Arti di Pechino, alla ricerca di un luogo economico dove poter allestire i propri laboratori, pensò bene di stabilizzarsi presso uno dei tanti edifici della Joint Factory 718 (come fu chiamato in origine l’intero complesso). Da allora in poi l’arte d’avanguardia pechinese, spesso relegata ai margini della società dalle autorità locali a causa di quelle tematiche considerate troppo scomode e in contrasto con la politica di propaganda nazionale, ha dato forza ad un’ondata di creatività, sotto l’influenza delle tecniche espressive occidentali, creando una vera e propria fucina di artisti e trasformando le vecchie fabbriche in veri e propri spazi espositivi.

Varcando l’ingresso della Factory 798 (com’è più comunemente nota), si ha l’impressione di entrare in un mondo a sé e ci si accorge da subito di come, almeno per un po’, lo scorrere frenetico della grande Pechino resterà al di fuori della zona a traffico limitato che caratterizza il distretto. Le auto con il permesso d’ingresso sono poche, tanto da non farci neanche caso se non fosse per una BMW Coupé parcheggiata in modo del tutto inusuale. Ma chi avrà parcheggiato in quel modo? E per di più sul marciapiede! Ci si avvicina alla vettura, un po’ infastiditi e con fare critico, passo dopo passo e d‘improvviso ci si rende conto di quante sorprese questa Factory ci riserverà! Una splendida Car grigia realizzata dalla scuola di scultura di Shenzhen, è li ferma per essere osservata, scrutata, esaminata, vissuta. La carrozzeria è fatta di mattoni grigi. Aprendo una portiera è possibile guardare all’interno dell’auto e perfino sedersi dentro su uno dei sedili in cemento. E anche se non è un gioiello di comodità, di certo non si potrà fare a meno di restare là, incollati, come dei bambini con un giocattolo. Uno sguardo attento scorgerà perfino il marchio BMW inciso nel telaio e sulle ruote! Ma non bisogna farsi illusioni. Con questa non si va da nessuna parte. I piedi saranno l’unico mezzo di trasporto usato per visitare l’Art District.

Proseguendo la visita, l’attenzione è presto rivolta ad alcuni edifici, la cui copertura, caratterizzata da archi strutturali inclinati diagonalmente verso le paretifoto di Alessandro Esposto © tutti i diritti riservati e le finestre, sembra ritagliarsi un proprio spazio nel cielo mostrandosi nel suo aspetto “seghettato”. Si tratta di uno dei capannoni all’interno dei quali vale la pena entrare, non soltanto per vedere una delle numerose mostre allestite ma anche per osservare più da vicino le strutture architettoniche e farsi sbalordire dagli immensi spazi. D’istinto viene quasi da pensare che questi complessi siano stati costruiti con la consapevolezza di far parte di un “quartiere d’arte”, piuttosto che ricordare quale ruolo abbiano realmente svolto in passato!

Nello spostarsi da uno spazio espositivo all’altro, può essere piacevole e sorprendente perdersi nelle stradine della Factory, scorgendo qua e là una casa dai rivestimenti bizzarri, oppure un bar o un ristorante, notando come alcuni di essi siano arredati in modo non del tutto casuale, consapevoli del fatto di essere parte di una grande installazione. Avventurandosi in una delle tante piazze situate tra i vari fabbricati, può capitare di imbattersi in un grande Guerriero che lotta contro un branco di lupi, dove la composizione dell’intera scena e la collocazione dei vari elementi riesce a conferire un effetto dinamico a quella staticità creata dal bronzo in cui l’intera installazione è realizzata. Dopo averla osservata a lungo e desiderato avidamente di poter cavalcare uno dei numerosi cani, si abbandona la paura -non quella dei lupi ma quella dell’essere rimproverati- e con decisione ci si siede su un lupo, poi su un altro e un altro ancora fino a non potere più farne a meno. L’opera è lì, fatta per essere vissuta, goduta, fotografata, in attesa di coinvolgere il visitatore in un gioco delle parti. L’istallazione si trasforma, diventa una performance dalle mille forme i cui artefici sono gli spettatori stessi. Le espressioni sui volti della gente cambiano di continuo e diverse sono quelle dei personaggi. L’opera non è più una cosa immobile; diventa movimento, vita… e morte, quella dei lupi, che l’immagine del grosso guerriero dalle forme sgraziate e armato di un’imponente spada sembra suggerire.

foto di Alessandro Esposto © tutti i diritti riservatiContinuare l’esplorazione della Factory 798 porterà a fare incontri con sculture Imprigionate, siano esse uomini o strane creature che molto ricordano le figure di Botero; oppure con qualche addetto ai lavori con il quale intraprendere un interessante conversazione su ciò che rappresenta oggi l’avanguardia cinese, affermatasi ormai a livello mondiale. Quando si pensa di aver visto abbastanza è soltanto perché si è dato un limite alla propria curiosità: dalle fotografie ai dipinti e alle piccole sculture, dalle mostre permanenti a quelle del momento, dovunque c’è qualcosa da vedere. Dietro ogni angolo, in ogni vicolo, sotto un albero o davanti a un tubo dal quale fuoriesce del vapore, può capitare di imbattersi in una modella in posa e magari di riconoscere nell’uomo con la macchina fotografica in mano uno dei più quotati artisti. Insomma, quando si è alla Factory 798, ci si rende conto che dopotutto dagli anni Cinquanta nulla è cambiato e la fabbrica continua a produrre in gran fermento creativo: è soltanto cambiata la materia prima.

Per maggiori informazioni sul 798 Art District:

798 Art District

Dashanzi Art District No. 4 Jiuxianquiao Road/Chaoyang District

Beijing P. O. Box 8503

P. R. China phone number: +86-10-64376248/64384862

info@798space.com

 

www.798art.com (in lingua cinese)

www.798district.com

 

Principali gallerie e studi:

798 Space

Tel: +86-1064376248/64384862

Website: www.798space.com 

 

Tokyo Gallery + Beijing Tokyo Art Project

Tel: +86-10-84573245

Website: www.tokyo-gallery.com

 

Timezone8

Tel: +86-10-84560336

Website: www.timezone8.com

Long March

Tel: +86-10-64387107

Website: www.longmarchspace.com

 

 

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