Kathak: danzando tra le pieghe della storia

Kathak: danzando tra le pieghe della storia

Intervista a Valentina Manduchi

di Diego Guglielmi

Nel buio della sala gli spettatori fissano lo schermo: al centro della scena, in uno sfarzoso salone, la cortigiana sfida il cliente che ha appena osato afferrarla per il velo, interrompendo la sua esibizione. È il preludio di una raffinatissima sequenza di danza, ricca di sottintesi, in cui la donna cerca di sedurre il protagonista. Il pubblico osserva rapito le piroette, i gesti ricercati, gli sguardi della danzatrice, che padroneggia la propria arte come poche. 1

Quella descritta è una scena del film Devdas di Sanjay Leela Bhansali, che nel 2002 ha furoreggiato ai botteghini, lanciando varie hitViaggio Nell'India che Danza e dando maggiore visibilità internazionale ad Aishwarya Rai.2 Ritmo, colori, coreografie: la danza è uno degli elementi-chiave per il successo del cinema indiano, anche al di fuori dei confini del Sub-Continente. I suoi film infatti non suscitano più il solo interesse delle comunità della diaspora: il cinema di Bollywood – solo per citare la più popolare tra le industrie del settore – conquista platee ovunque e gli europei non fanno eccezione. Le spettacolari sequenze di danza dei suoi film rivestono un ruolo anche più importante dei loro equivalenti nei vecchi musical Hollywoodiani. Come può un genere, sostanzialmente inalterato nella struttura, mantenere e addirittura accrescere nel tempo un simile successo?

Forse una risposta viene dal ruolo preminente che la musica e la danza hanno rivestito nei secoli all’interno della società indiana, la quale ha riservato loro uno spazio d’eccezione anche sul grande schermo. Culturalismi ne parla con Valentina Manduchi, ballerina specializzata in danze indiane, coreografa e direttrice artistica del progetto APSARAS BOLLYWOOD, dedicato all’allestimento di eventi, piccole produzioni teatrali e all’insegnamento delle danze indiane.

C: Quello della danza in India è un tema complesso, se ne contano almeno otto stili ritenuti classici, numero peraltro dibattuto. In diversi film a carattere storico spesso ne emerge uno: il Kathak. Potresti parlarne ai nostri lettori?

VM: Certo! È una danza classica dell’India settentrionale. Il suo nome deriva dal sanscrito katha, che vuol dire «storia». Esistevano delle tribù, chiamate kathakas, di cui si trova traccia già nei poemi epici Mahabharata e Ramayana, i cui bardi erano abili nel narrare le leggende di eroi e divinità attraverso la danza. La loro importanza crebbe nel XV secolo, con l’affermazione del movimento devozionale della Bhakti e lo sviluppo di narrazioni legate al culto del dio Krisna e della sua amante, la pastorella Radha. Con la fondazione dell’Impero Moghul, la cui religione ufficiale era l’Islam, la danza perse gradualmente la propria connotazione religiosa e uscì dai templi, per diventare una forma stilizzata di intrattenimento presso le corti. Nel XIX secolo Wajid Ali Shah, reggente del regno dell’Awadh, favorì la codificazione degli stili di questa danza, in particolare quello legato alla scuola della città di Lucknow alla quale si sono formati diversi miei maestri.

Valentina Manduchi 1

C: Ci sono anche altre scuole di Kathak oltre a quella di Lucknow?

VM: Sì, c’è la scuola di Jaipur in Rajasthan, che pone molta enfasi sul ritmo e sul gioco dei piedi; la scuola di Benares, caratterizzata da aspetti molto maschili e aerobici, come salti e spaccate e, infine, la scuola di Lahore, nell’odierno Pakistan, che si focalizza sull’interpretazione quanto quella di Lucknow ma è più influenzata da elementi persiani e sufi. Per capire meglio le differenze di cui parlo, vi suggerisco di guardare il video in nota.3

C: Che genere di musica accompagna un’esibizione?

VM: La danza è accompagnata da musica tipica dell’India del nord, suonata con strumenti a corda come il sitar o il sarangi (una sorta di violoncello), l’harmonium, il flauto e le tabla (percussioni). Il repertorio musicale e vocale spazia dai ghazal4 alle thumri5.

C: E da un punto di vista tecnico che caratteristiche ha?

VM: Un’esibizione tipica si apre con l’ingresso in scena detto amad, che equivale a un saluto. La tecnica consiste nel riprodurre con i piedi il ritmo delle tabla, sottolineandolo con l’uso di cavigliere. I passi della danza, impostati sul repertorio dei musicisti, possono ricordare quelli del flamenco: nel IX secolo infatti, tribù nomadi partite dal nord dell’India attraversarono il medio oriente e il Nord Africa, per stabilirsi in Andalusia. Benché il legame non sia del tutto provato, gli elementi in comune sono tanti: nel flamenco come nel kathak trova grande risalto l’espressività del viso e il lirismo dei gesti. Una caratteristica singolare della danza kathak è l’impiego delle piroette, dette chakkar, derivate da influenze persiane e centroasiatiche. Questo infatti è l’unico elemento che non si ritrova in nessun’altra delle danze classiche dell’India.

C: Come ti sei avvicinata a questa forma d’arte?

VM: Il mio incontro con le danze indiane è avvenuto durante il periodo universitario. Avevo alle spalle studi di balletto e danza moderna quando, frequentando la facoltà di Arte, Musica e Spettacolo di Roma Tre, mi sono avvicinata alla danza Bharatanatyam. Poi ho iniziato a studiare il Kathak sotto la guida di Rosella Fanelli e in seguito ho approfondito le mie conoscenze con diversi insegnanti in Italia e in India.

C: Con uno sguardo rivolto al cinema!

VM: Chiaro! La mia ricerca è rivolta principalmente alla danza di Bollywood, ma con attenzione e rispetto assoluti per le sue radici classiche, perché il fenomeno è un tantino inflazionato e talvolta è trattato come una classe di zumba, per dire! (ride)

C: Danzatrice, coreografa, attrice. Un tuo ritratto in tre esperienze passate?

VM: Direi uno spettacolo teatrale come «Seta e Cera» di Francesca Merli ed Elena Nesti. Una meditazione sul corpo e sulla condizione femminile attraverso lo sguardo di una concubina nella Cina imperiale, di una donna rimasta vedova in India, di Frida Kahlo in Messico; al cinema ho interpretato personaggi legati al Sub-Continente o alla sua danza come in «Oggi Sposi» di Luca Lucini, «La grande bellezza» e «La giovinezza» di Paolo Sorrentino; a Roma collaboro con le comunità dei migranti di Pakistan, India e Bangladesh, cercando di organizzare eventi di qualità per permettere agli italiani di approfondire la conoscenza di queste culture, al di là degli stereotipi.

C: Puoi darci un’anticipazione sui progetti in cantiere?Stage

VM: Sì, il 3 Giugno l’associazione culturale Incontrando (http://www.incontrando.com/) di Roma ospiterà uno stage di danza kathak, in collaborazione con una danzatrice giovane ma già molto celebre come Nikita Banawalikar. Il 4 Giugno, invece, porteremo al teatro Sala Vignoli, sempre a Roma, lo spettacolo Viaggio nell’India che danza, giunto alla sua settima edizione. Quest’anno sarà incentrato sul tema delle donne indiane e della loro forza: sfileranno dei sari tradizionali e offriremo una panoramica delle figure femminili che hanno fatto la storia del Sub-Continente, dalla principessa Rajput Jodhaa Bai alla regina Jhansi Ki Rani, che sfidò il dominio inglese. Si esibiranno le nostre ragazze, dei gruppi Bharatanatyam e folk del Kerala da Roma; avremo anche diverse ospiti sul palco, tra cui la stessa Nikita e le danzatrici Lisa Dal Dosso e Silvia Laudisio. Le esibizioni saranno legate da una narrazione che illustrerà la storia dell’India e la sua cultura, mantenendo intatto il clima festoso della danza. Vi invitiamo a consultare le nostre pagine e i nostri canali e naturalmente vi aspettiamo a teatro!

Links:

https://www.facebook.com/apsarasbollywooditaly/

https://www.facebook.com/events/1479529498765803/

http://www.youtube.com/user/ApsaraPower?feature=mhee

Info e prenotazioni: apsarabollywood@gmail.com

Valentina Manduchi in alcune esibizioni di danza kathak:

Tarana, composizione e coreografia di Birju Maharaj:

https://www.youtube.com/watch?v=RKAYTErsql8

Bollywood Kathak in Ektaal:

https://www.youtube.com/watch?v=LqscG2etDCo

Salaam Mujra vincitrice del Silk Road Festival a Venezia

https://www.youtube.com/watch?v=pO00vb9Rzs8

Un saggio di kathak nei film di Bollywood:

«Pyaar kya to darna kya» dal film Mughal-e-Azam, 1960. Interprete: Madhubala.

https://www.youtube.com/watch?v=6Au_J6jHKE0

«In ankhoon ki masti ke» dalla miniserie Umrao Jaan, 1981. Interprete: Rekha.

https://www.youtube.com/watch?v=ADKVUwj5uKI

«Maar dala» dal film Devdas, 2002. Interprete: Madhuri Dixit.

https://www.youtube.com/watch?v=8xb1pWO5MsY

«Mohe rang do laal» dal film Bajirao Mastani, 2015. Interprete: Deepika Padukone.

https://www.youtube.com/watch?v=XU3eFkY1BTI

1 https://www.youtube.com/watch?v=QfAFHZ2usIo La cortigiana Chandramukhi è interpretata da Madhuri Dixit, attrice iconica del cinema di Bollywood ed esperta danzatrice di Kathak.

2 Il film esordì al Festival di Cannes: nell’edizione 2017 da poco conclusa si è celebrato il quindicesimo anniversario della sua uscita con una nuova proiezione.

3 https://www.youtube.com/watch?v=Ucop7svmlOUKathak: una danza, molti stili.

4 Brevi componimenti lirici di carattere mistico-erotico

5 Composizioni semiclassiche di musica indostana

 

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