“It’s time to go on”: i Blooming Iris, crescono, evolvono e si raccontano

di Marta Salini

Da una citazione tratta da Spleen, una delle tracce del nuovo album Amondawa, prende vita il mio amichevole colloquio con i Blooming Iris: giovani artistoidi pieni di speranza che ondeggiano tra elettrofolk e un bel mare di pop.

Stella nascente della Music J Studio? Staremo a vedere.

Per ora posso anticiparvi che Nicolò, Daniele e Gugliemo formano un bel trio artistico: seri, professionali e moderni. Con un perenne sorriso, di quelli che nascondono una fatica di mesi e mesi, mi hanno narrato della loro passione, della loro musica e delle tante ore di sonno sacrificate!

È quasi un anno che non ci vediamo. Cosa avete combinato in questi ultimi tempi? Come avete portato avanti il vostro progetto musicale?

Nicolò: È stato un percorso un po’ travagliato perché abbiamo finito il primo EP (Field) e dopo la promozione con concerti fino a quest’estate, ci siamo fermati a riflettere: ci siamo dimezzati dopo aver parlato con gli altri due ex-membri della band, alcuni nodi sono venuti al pettine e abbiamo preso questa decisione. Poi abbiamo parlato tra di noi, siamo cresciuti e ci siamo dedicati alla scrittura del nuovo disco. Siamo quattro in realtà, abbiamo un nuovo chitarrista: Andrea Orsini.

Vi siete aperti verso un genere più elettronico di prima: come gestite il vostro set live ora?  É stato difficile introdurre strumenti come pads, synth e sampler o  avete trovato il processo molto naturale?

Daniele: Sostanzialmente no, abbiamo cercato dei suoni nostri così come abbiamo cercato di curare le sonorità della batteria pur facendola rimanere acustica. Il processo è stato per tutti molto naturale.

Gugliemo: L’utilizzo dell’elettronica non è stata una cosa decisa a tavolino ma un mezzo espressivo per cercare delle sonorità particolari pur mantenendo un set acustico.

Dove vi ha portato questa nebulosa di Iris? Credete di aver trovato la vostra dimensione sonora nel vostro nuovo disco, Amondawa?

Daniele: Quando abbiamo iniziato anche ad ascoltare musica differente come James Blake, The XX o Alt-J abbiamo cercato alcuni spunti, siamo rimasti contaminati ed è cambiato tutto.

Guglielmo: C’è da dire che non ascoltiamo tutti e tre la stessa musica anzi e abbiamo ricercato uno stile che riflettesse quello di cui avevamo bisogno.

Nicolò: Si, abbiamo trovato la nostra dimensione sonora, magari non è definitiva ma ora c’è.

Lo sapete che gli Amondawa sono una minuscola popolazione brasiliana di fede animista che non calcola lo scorrere del tempo? Ora, dovete assolutamente spiegarmi da dove li avete tirati fuori!?

Daniele: Praticamente abbiamo trovato su internet quest’articolo e leggendolo ci siamo innamorati di questo popolo: vivono il presente, non calcolano l’età delle persone e si danno diversi nomi lungo la vita per simboleggiare il cambiamento dall’adolescenza all’età adulta, fino alla vecchiaia. Ci è piaciuto e abbiamo deciso di dedicargli un album!

Nicolò: Il concetto del tempo poi ci rappresenta: abbiamo usato ogni minuto del nostro per scrivere l’album, facendo nottata e magari senza neanche andare a dormire: la mattina dopo andavamo all’università!

Vorrei una frase che descrivesse l’essenza del vostro nuovo album.

Nicolò: “It’s time to go on”: è la necessità che poi hanno tutti, chi prima e chi dopo, quella di voltare pagina e andare avanti.

Parlatemi un po’ del vostro elettrofolk: dove è la vostra sintesi tra folk ed elettronica?

Daniele: Folk è l’utilizzo delle chitarre, della batteria, dell’intenzione di essere veri, ecco.

Nicolò: L’elettronica invece sono degli innesti che abbiamo studiato e composto da fondere con una base “folk” che io intendo più come meteodo compositivo (Daniele compone così le chitarre) che come genere.

Avete la fortuna di essere seguiti da un manager, quante band vi invidieranno! Come vi rapportate con Iacopo Sinigaglia? Credete che figure come il produttore musicale, il manager appunto o il fonico siano fondamentali per una band?

In coro: Assolutamente si!

Nicolò: È bello che il manager faccia i tuoi interessi, ti segua, sia un punto di riferimento fermo e costante. E lo stesso vale per le altre due figure.

Daniele: Inoltre è utile avere qualcuno che da esterno possa valutare la tua preparazione artistica, la composizione, il prodotto finale etc.

Se Culturalismi.com volesse un piccolo spoiler sul vostro nuovo disco….?

Daniele: Il primo singolo che uscirà con videoclip è Woodlack e verrà presentato il 29 marzo in una serata ExitWell con Rubbish Factory e Boxerin Club.

Dove possiamo ancora trovare i Blooming Iris a breve?

Il 23 febbraio al Tube Studio di Roma.

 


Per seguire direttamente i Blooming Iris https://www.facebook.com/bloomingirisofficial?fref=ts

Per saperne di più sul loro prossimo live: https://www.facebook.com/events/699235710108374/

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