Il Senso di Walden

dal comunicato stampa della galleria Giacomo Guidi & MG Art

Ne “Il Senso di Walden”, Eugenio Giliberti, Napoletano classe 1954, seconda occasione da Guidi, propone un gruppo di otto lavori, come lui stesso dice, realizzati in campagna dove vive e lavora con alcuni collaboratori:una panchina di legno di pioppo centinato in forma tondeggiante di fiore, diametro cm 180, (invita il pubblico a sedere, dopo aver osservato che nella precedente mostra da Guidi, non c’ erano sedute). Ancora legno, carta, cera e pigmento per gli altri lavori a parete. “Una vicenda personale” come scrive Bruno Corà “di responsabilità nella conduzione di un’impresa familiare si dissolve in tal modo in una prassi artistica che consente a Giliberti di compiere un’esperienza che è al contempo sociale ed estetica; analogamente al Thoreau del “Walden” o ad artisti come Pinot Gallizio, farmacista e situazionista, e ad altri che hanno aperto nuove strade nella concezione del lavoro formativo di un’opera, Giliberti conferma una sua vocazione verso metodi induttivi che gli consentono, partendo da dati intuitivi o fattuali, di giungere a una originale esperienza artistica”. Dopo venticinque anni di assidua ricerca, durante i quali Giliberti, ha messo a fuoco diversi e qualificati nuclei di pronunciamento estetico e plastico-visivo – dalle pitture su supporti lignei estroflessi alle ‘lenti’, dalle migliaia di ‘quadratini’ colorati su carta a quelli in ceramica, dagli ‘oggetti platonici ‘alle “Zanzare” – ora il suo lavoro ha imboccato il sentiero di un’arte intrecciata indissolubilmente con la fabbrilità quotidiana condivisa con maestranze attive in ambiti di produzione inerenti la trasformazione del legname boschivo per usi molteplici.  Bruno Corà, Umbro, curatore internazionale, “compagno di strada” di molti artisti famosi dell’Arte Povera e comportamentale, ha ricoperto importanti incarichi in prestigiosi musei dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato al Centro di Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia, non ultimo tra i quali la direzione del Polo Culturale e del Dicastero Attività Culturali della Città di Lugano. Ha una intensa attività di scrittura (monografie di artisti, saggi critici sull’arte contemporanea e testi per innumerevoli mostre) lo ha portato anche, dal 1996, sulla cattedra di Storia dell’arte contemporanea presso l’università di Cassino.

Henry David Thoreau, 1817 – 1862, è stato un filosofo e scrittore statunitense ispiratore di Jack Kerouac. Fu uno dei membri della corrente del trascendentalismo ed è noto per lo scritto autobiografico Walden, ovvero La vita nei boschi, una riflessione sul rapporto dell’uomo con la natura, e per il saggio Disobbedienza civile in cui sostiene che è ammissibile non rispettare le leggi quando esse vanno contro la coscienza e i diritti dell’uomo, ispirando in tal modo i primi movimenti di protesta e resistenza non violenta. Nel 1845, per sperimentare una vita semplice e per protesta contro il governo, si stabilì in una piccola capanna da lui stesso costruita presso il lago di Walden, nei pressi di Concord (Massachusetts). Qui poté dedicarsi a tempo pieno alla scrittura e all’osservazione della natura. Suggestioni da Walden hanno ispirato il recente film di Sean Pen “Into the wild”.

Dal 13 novembre 2010 al 6 gennaio 2011.

Apertura da martedi a sabato 11.00-13.00/16.00-20.00

www.giacomoguidimgart.it

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