di Francesco Bordi
A cosa pensiamo quando rimaniamo in ascolto delle interviste dei calciatori a bordo campo?
D’altronde le vite dei calciatori ci interessano il giusto, no? L’importante é segnare, difendere o parare…
Già facciamo fatica a seguire le nostre di esistenze; senza contare poi quelle dei nostri cari.
I servizi televisivi, le riviste di gossip ed i video sui dispositivi forniscono quanto basta, perché è solo il campo che deve parlare, vero?
Ma… Se quel campo di gioco… Quel rettangolo verde nascondesse all’interno dei suoi lati, alcune storie sconosciute ai suoi stessi protagonisti? Se i cosiddetti top players, quegli atleti patinati dal calcio che conta, non riuscissero a gestire la loro vita privata per ragioni di cui nemmeno loro fossero a conoscenza?
La prossima volta proveremo a domanarci perché mai ascoltiamo sempre le stesse assurde risposte tutte uguali. Cosa si nasconde dietro quelle frasi volutamente stereotipate che rimbalzano di microfono in microfono?
La prossima partita possiamo immaginare che cosa, forse, viene accuratamente sepolto da ogni singolo membro della squadra per poter entrare in campo con la concentrazione che serve.
La prossima domenica, dopo aver formulato i nostri concetti di rito <Mondo fuori dalla realtà>,<Troppi soldi>,<Il minimo che possono fare è giocare per vincere>, perché non sfidiamo noi stessi a intravedere i loro pensieri?
“La prossima notte” è una spy-story del tutto plausibile che trae le sue radici nell’immediato secondo dopoguerra fino a coprire la prima decade degli anni 2000.
Lo sfondo della vicenda, nonché personaggio aggiunto, è costituito dalla società sportiva della Fiorentina vissuta attraverso i suoi luoghi storici, le sue figure emblematiche e l’attaccamento che inevitabilmente il popolo viola ha (di)mostrato nei confronti dei suoi eroi nell’arco degli anni.
La narrazione degli eventi che ci presenta l’ottimo Giovanni Agnoloni (tifoso viola, nemmeno a dirlo) viene sviluppata su tre piani differenti.
Da un lato, la vita dell’attaccante italo-americano Aaron Stewart, passato dal Siena alla Fiorentina ma privato da sempre di un “passato” davvero suo.
Charles Stewart, massaggiatore della Fiorentina negli anni ’50 ma soprattutto padre di Aaron, ormai scomparso, che (ri)vive attraverso alcune lettere, dalla ricezione quantomeno imprevista, dirette a suo figlio.
A chiudere il trio di “cronisti” della storia troviamo Claudia Magnolfi, giornalista sportiva di Firenze inevitabilmente legata alla squadra gigliata e non solo.
Se sei un certo tipo di giocatore, puoi vivere il calcio anche come salvezza ossia come un’attività in grado di allontanare le ombre di un passato poco chiaro e quasi privo di radici. Ma se quella presunta salvezza si dovesse rivelare improvvisamente una condanna? Che valore daresti a quella maglia?
Le colpe dei padri spesso ricadono sui figli, ma non è scontato che questo debba essere accettato a prescindere e ancora non è automatico che un peso del genere vada sopportato in solitudine.
Il buon Giovanni Agnoloni è un autore, nonché traduttore, piuttosto versatile. La storia a cui ha dato vita, oltre ad una valida documentazione, ha in sé tutti gli elementi necessari per incuriosire i lettori. C’è da subito il filone portante del viaggio, tema molto caro all’autore. Viene rinvenuta una mappa stradale, correlata da segni e sottolineature che indicheranno più di quanto si possa dedurre. Ci imbattiamo in più di un colpo di scena e infine scopriamo che c’è qualcuno da proteggere e qualcun’altro da ritrovare (chissà se si tratterà della medesima persona oppure di “sfumature” di quell’unico personaggio).
La stessa scelta della modalità di narrazione a tre voci risulta vincente, soprattutto in considerazione del fatto che il punto di vista di Claudia, partita apparentemente dalla “panchina”, nel corso della partita contro il pericolo si rivela più preziosa del “senatore” storico dei Viola nonché più incisiva dell’amato numero 9 Aaron, protagonista ufficiale de “La prossima notte”.
Il discorso focale da tenere presente nella lettura della nuova fatica di Agnoloni, targata Transeuropa Edizioni, è che bisogna sempre puntare ad una prossima notte; a prescindere dall’età, dalle condizioni, pronostici, sfavorevoli e dalle epoche che cambiano.
Ci può sempre essere una prossima notte, il problema sorge quando quella notte non dovesse rivelarsi così come ce l’aspettavamo, soprattutto con un carico di anni d’attesa alle spalle.
Beh, l’importante é comunque sapersela giocare perché molto spesso il campo da gioco va ben oltre i confini di quel rettangolo verde…
Fischio d’inizio!
“La prossima notte” di Giovanni Agnoloni. Massa. Transeuropa Edizioni. 2026.


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