Per questo ha sparato? La crisi mediorentale, la letteratura, i servizi segreti… Tutto questo avrebbe determinato l’assassinio di John Lennon nel 1980? Lorenzo Mazzoni ha il coraggio di raccontarcelo. E voi? Avrete il coraggio di leggere una vicenda fatta di caos, sangue e… topi che saltano?

di Francesco Bordi 

Esistono materie davvero difficili da “maneggiare”.

Alcune vicende appartneneti alla nostra memoria collettiva, si sono sviluppate in una maniera così complessa che sono piuttosto ardue da trattare non solo a livello di saggistica, ma persino sotto la forma del romanzo che, notoriamente, sarebbe in grado di addolcire molte delle asperità comunicative.

Pensiamo alla storia dell’omicidio di Jhon Lennon da parte di un fanatico che, in preda ad allucnazioni e presunti afflati letterari estremi, lo riteneva “colpevole” di vari peccati da espiare, ma sopprattutto lo accusava d’aver contribuito in maniera determinante allo scioglimento dei Beatles, i musicisti «Più famosi di Gesù Cristo».

Che dire, poi, della materia calda per eccellenza? Quel caos infinito della condizione socio-politica in Medio oriente. Un teatro di sanguinose e spietate lotte interne galvanizzate dall’esterno per mano di stati tanto grandi economicamente quanto miseri e deprecabili a livello umano. Un mix di sangue, soldi, mercenari, profitti e servizi segreti che agli inizi degli anni ’80 ha avuto, probabilmente, il suo apice di coinvolgimento internazionale ed insensatezza di morti.

Se infine ci spostiamo sui movimenti del grande commercio internazionale della droga, le variabili sociali, economiche e “strumentali” sono talmente ampie da doversi persino pentire di far uscire il discorso nelle chiacchiere fra amici. Il rischio di straripare nell’inesattezza, nell’approssimazione e soprattutto nel qualunquismo è davvero dietro l’angolo e quell’angolo, spesso, è situato all’interno dei confini eurpei e quindi, nella reltà dei fatti, intressa a ben poche persone a meno che non diventi, improvvisamente, oggetto di attentati.

Perchè, dunque, approcciare con cautela anche una sola di queste materie ostiche, per antonomasia, quando c’è chi le può maneggiare tutte assieme?

Come dite? Chi sarebbe così pazzo da rischiare un harakiri letterario ed editoriale di questa portata?

La risposta l’avete ben visibile di fronte a voi. Sulla copertina, in alto, è scritto chiaramente il nome di Lorenzo Mazzoni. Sulla parte bassa, invece, trovate la casa editrice che ha avuto il coraggio di dargli retta: Edizioni Spartaco. A completare il tutto incontriamo finalmente il titolo della fatica letteraria dell’autore ferrarese. Visto che il tema era di per sè già ostico, la scelta non poteva che ricadere su di un’intestazione accantivante e facile da ricordare come…

“81280JL – Lennon, l’Iik e i topi salterini”.

Come potete facilmente evincere, cari lettori, l’autore in questione non ama ammiccare a nessuno. Non scrive storie facili da gestire, non cede mezzo centimentro ad un qualunqe lato commerciale del suo lavoro e soprattutto non teme critica alcuna da parte di tutto il circo mediaco che sta dentro fuori ed intorno al sistema editoriale.

La sua scrittura fa rima con coraggio e mi rendo conto che una frase di questa entità può sembrare il claim pubblicitario di un prodotto mainstream, ma a conti fatti Mazzoni scrive romanzi dall’intreccio complesso, ma sempre forte di una seria documentazione storica, con i personaggi più variopinti, alcuni volutamente sfuggenti, che approcciano dinamiche dalla digestione difficoltosa per molti.

I titoli che sceglie e propone per i libri che scrive non sono caratterizzati sempre da una presa immediata sul grande pubblico.

Come autore di reportage, ha lavorato e soggiornato in luoghi non sempre comodi e, in alcune circostanze, li difinirei anche piuttosto caldi.

Tutto questo è ciò che il ragazzaccio della classe ’74 vuole trasmettere, senza se e senza ma.

8128JL è, appunto, uno degli scritti che più lo rappresenta.

Si tratta di una vicenda che mette in connessione luoghi molto lontani e diversi fra loro nell’anno 1980. C’è l’area mediorientale che vede soprattutto la presenza dell’Afghanistan e la relativa invasione da parte della Russia, quindi  troviamo il Libano e la drammatica guerra civile che ha invaso i quotidiani dell’epoca, c’è ancora New York nei suoi quartieri problematici e nelle sue zone ipercentrali ed iperturistiche e poi abbondano richiami e riferimenti  ad una contemporaneità che ha fatto storia come l’Italia con i suoi servizi segreti e la sua strage della stazione di Bologna o ancora le ingerenze di Israele ed relativi accordi tra lo stato ebraico ed il governo romeno dell’epoca.

I protagonisti che si muovono su questo palco internazionale sono estremamente caratterizzati, pensiamo per esempio ad Asher “Il depresso” dalla simpatica abitudine di colorare album da disegno e girare nudo appena ne ha l’occasione, Carlo Oliva reporter italiano che nasconde dell’altro dietro a block notes e macchina fotografica, Babette la rivoluzionaria tedesca con l’abitudine della fuga ed il vizio del doppiogioco, Rafael King addirittura un telepate ovviamente sottovalutato e dalla scarsa credibilità che però ha un potenziale determinante, in un modo o nell’altro. Ce ne sono anche altri molti importanti, ma accanto a loro c’è anche tanta carne da macello. Brutta l’espressione ma che comunque rimane efficace nel rendere la follia di quei conflitti eterni che vedono morire quasi esclusivamente chi non ha scelto quella guerra e soprattuto di chi non ha scelta alcuna.

Poi c’è lui, Mark Chapman, l’assassino di John Lennon.

Come può la sparizione del leader dei Beatles collegarsi con l’eterna crisi mediorientale, l’attività dei servizi segreti, anche italiani, e con dei… Topi salterini?

La cifra stilistica dell’autore è proprio questa: mescolare gli elementi geografici, i fatti storici, alcuni personaggi relamente vissuti ed elementi pop in un’unica ambiziosa soluzione narrativa. Inizialmente avrete, forse, delle difficoltà a ricordare tutti i nomi dei protagonisti, le fazioni nemiche fra loro ed i motivi per cui si uccide per poi, però, rimescolare tutto quanto:

«La linea tra gli schieramenti era sottile. I vecchi alleati cambiavano amici ogni momento. Oggi odiavano quello che amavano ieri».

Lo smarrimento che potreste provare approcciando la lettura è genuino e senza filtri, perché è il medesimo smarrimento di quegli anni percepito da chi lottava, uccideva e portava avanti idee più o meno convincenti nelle zone caotiche del mondo. Quella medesima sensazione di disorientamento la provava anche il corrispondente che inviava le notizie in Europa, così come chi le leggeva.

Capovolgimneti di fronti, alleanza concluse e poi in parte riprese, morti sensa senso erano parte integrante dell’attualità, (non che adesso sia molto diverso).

Mazzoni però, dopo averci regalato il frenetico affresco di tutto questo periodo, riesce a fornirci un senso delle cose plausibile. Ci presenta, così, una situazione in cui il Medio Oriente bagnato di sangue, la droga devastente, i topi(!) e Jhon Lennon prematuramente scomparso hanno tutti una linea omogenea credibile. 

È una sua visione della storia e, come avrete pienamente compreso, non è interessato a convicere tutti noi della validità del suo lavoro. All’autore preme solamente comunicare la propria idea creativa senza ammiccamenti, sotterfugi narrativi o strizzate d’occhio al grande pubblico. Chi è davvero interessato al suo modo di raccontare le storie nella Storia lo apprezzerà per quello che è. 

Non ha bisogno di un titolo ad effetto, di un volume snello di pagine o di qualche sequenza narrativamente commerciale. Il suo stile è il racconto dal basso, riferimenti storici, beffarda ironia e una pennellata di grottesco con una puntina pulp.

Anche il coraggio è, chiaramente, necessario ma quello non gli è mai mancato. In questi casi, di solito, il problema risiede nella ricerca di un editore disposto a correre il rischio di una scrittura realizzata per comunicare nient’altro che se stessa. Ma anche stavolta l’autore ha (ri)trovato una casa editrice avventata quanto la sua penna.

Buona lettura e… Occhio ai topi, perché saltano parecchio!

 

Lorenzo Mazzoni, “81280JL – Lennon, l’Iik e i topi salterini”, Caserta, Edizioni Spartaco. 2025

Foto by Francesco Bordi © tutti i diritti riservati

 

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