Il fascino di un viaggio d’introspezione in cui, però, solo chi è veramente UMANO può modificare il proprio stato, incontro dopo incontro, altrimenti che UOVO sarebbe…? A voi la densa IRREVERSIBILITÀ di Dario Pontuale

di Francesco Bordi 

L’uovo ed il re degli scacchi che vedete in questa immagine di copertina, ambedue impegnati in un bel bagno in acqua bollente, si riferiscono ad uno dei libri più versatili del buon Dario Pontuale. Di solito vengono utilizzati, principalmente due modi per lanciare dei titoli dall’anima eclettica come questo, entrambi efficaci.

Uno potrebbe essere certamente la frase ad effetto o «claim», (come amano sottolineare alcuni…), che punta tutto sulla curiosità. Quindi, cari lettori, vi potrei dire qualcosa come: “Cos’è che unisce il mondo degli scacchi, un uovo sodo e Conrad? Lo possiamo scoprire solo attraverso l’originale strada intrapresa da …”.

L’altro, invece, potrebbe essere qualcosa di più profondo che esalti l’intensità del messaggio: “Quello del protagonista, Gabriele Grodo, è un viaggio che non implica solamente un cambio repentino di luoghi e culture, ma rimanda piuttosto ad un percorso molto più intenso volto ad una radicale crescita interiore in una forma così letteraria che…”.

La verità?

Bene, la verità sta proprio nell’irreversibilità dell’uovo sodo, di cui Il Narratore audiolibri si è fatto (è proprio il caso di dirlo) portavoce.

La fatica letteraria dell’autore romano, pubblicata sia in versione audio che cartacea, può vantare proprio una felice ambiguità strutturale.

La storia, infatti di per sè sarebbe pittosto semplice e facilmente approcciabile da qualunque tipologia di lettore. Il co-fondatore di un’agenzia investigativa sull’orlo del fallimento decide di accettare una richiesta lavorativa molto ben pagata, forse l’ultima, che prevede un viaggio in Sudamerica con lo scopo di risolvere una partita a scacchi che dura da dieci anni! L’incarico, infatti, consiste nel trovare e smascherare l’identità di un famoso giocatore del passato sconfitto da un semplice ma appassionato scacchista amatoriale da tempo costretto sulla sedia a rotelle. Si  tratta proprio del committente che si è rivolto alla sua agenzia ed anche lui gioca sotto mentite spoglie. Ogni singola mossa tra i due avversari è stata trasmessa tramite delle buste da lettere affidate al servizio postale, un confronto che ha “letteralmente” viaggiato fra l’Italia e l’Argentina per anni. Benché lo storico campione statunitense, Alfred Molling, si firmi sotto un altro nome, il suo stile di gioco ricalca inequivocabilmente le mosse del grande scacchista. Il rivale, il Signor Arduini, con ultima missiva, ha comunicato la mossa finale dello scacco matto, ma la risposta in cui il fuoriclasse ammette la propria sconfitta, dichiarando magari anche il vero nominativo, non è mai arrivata. Sarà l’italico investigatore in crisi a svolgere quel lavoro che le gambe del  suo cliente non consentono di fare in prima persona.

Se il soggetto è tanto originale quanto cristallino, è il suo sviluppo a fungere da affascinante contraltare. Il viaggio del titolare dell’agenzia si rivela di una complessità diabolica perché il giocatore da smascherare e spingere all’ammissione ha i suoi motivi per essersi ritirato a vita privata. Non basterà l’indirizzo su una busta da lettere a permettere il suo ritrovamento. Attraverso un gioco di specchi, finemente orchestrato, l’eremo del signor Molling, o del presunto tale, è stato insabbiato o, meglio, “smembrato” per buona parte dell’Argentina. Quello che si era presentato come un semplice viaggio Roma – Buenos Aires, diventa una ricerca sempre più scomoda (e contestualmente più avventurosa) per cittadine, frazioni e centri abitati sperduti raggiungibili solo attraverso voli interni, corriere, piccoli bus, navi e… mezzi privati che dipendono unicamente dalla disponibilità delle gente del luogo. Neuquen in Patagonia, Esquel, Alto Rio Senguer, Ushuaia nei pressi della Terra del Fuoco, Puerto Deseado, vicino Santa Cruz, passando però attraverso un certo “bosco pietrificato”…

Ogni volta la destinazione di turno si rivela non essere mai quella giusta per adempiere all’incarico, ma forse… è giusta per colui che sta cercando.

“L’Irreversibilità dell’uovo sodo” rientra dunque, di diritto, nella letteratura di viaggio o nella odeporica, se volessimo dare un certo tono accademico al discorso, ma al di là dei modi in cui definire il genere in questione, rimane il fatto che questo titolo ribadisce pagina dopo pagina la sua versatilità.

Il protagonista, suo malgrado, si trova a doversi relazionare (in un’altra lingua) con persone, sempre più differenti fra loro, che lo costringono a mettersi in gioco ed a farsi risolutore di questioni che erano impensabili nel momento in cui ha accettato l’incarico; né da parte sua, né tantomeno da parte del suo committente.

Direttori di uffici postali di dubbia trasparenza. Eneas, il libraio da banco in un mercato, che dal solo incipit riesce ad indovinare tutti gli autori ed i testi su cui i suoi clienti lo sfidano continuamente. Erastos, ritrattista sui generis che, dopo aver ben inquadrato chi ha davanti, realizza poesie al posto dei disegni. I fratelli Munoz, mercanti (fuorilegge) di pregiati liquori che svolgono le loro transazioni grazie ad un camion sgangherato, sfidando così la sorte e le autorita locali. In ognuno di questi e di altri incontri in cui sarà coinvolto, Gabriele Grodo entrerà in contatto con una diversa prospettiva, un modo di vivere profondamente differente dal proprio ed una lezione, diretta o indiretta, in grado di fornire degli indizi non sempre validi ai fini dell’indagine, ma che costituiranno comunque dei velati segnali per capire chi vorrebbe davvero essere o non vorrebbe assolutamente diventare.

Unico compagno “fisso” del nostro viaggiatore è “Cuore di Tenebra” di Conrad acquistato poco prima della sua partenza per L’Argentina. La lettura del capolavoro dello scrittore polacco (consigliato dal suo barista di fiducia dello Shamrok pub di Roma nonché figura guida di sempre), lascia sempre più sorpreso il nostro investigatore privato, pagina dopo pagina, viste le frequenti similitudini tra la sua vicenda e quella di Charlie Marlow, protagonista del testo.

Ecco allora che il percorso indicato dall’autore dell’irreversibilità diventa multiplo. Cos’è questo romanzo dunque? È una favola dalle varie letture? È una spy-story? È un omaggio contemporaneo alla letteratura di viaggio classica? O è un racconto che presta il fianco alla filosofia di viaggio e non solo? Sarà infatti proprio Neto, un membro dell’equipaggio della nave su cui viaggia Grodo nel tentativo di raggiungere l’ennesima destinazione incerta, ad introdurre questo concetto di irreversibilità applicata. Questo marinaio racchiude in sè il DNA dei personaggi di mare affrontati da tutti noi nelle varie letture d’avventura. Il suo odore infatti ci ricorda lo stesso Conrad, Stevenson, Salgari e Melville. Le sue parole hanno un peso importante perché dettate dall’esperienza, dalla capacità di (sopra)vvivere negli spazi minimi di una cabina e infine prodotte dall’esercizio della speculazione personale. Il suoi apparentemente futili interrogativi sul perché l’uovo sia l’unico alimento ad indurirsi in acqua bollente anziché liquefarsi e sul fatto incontrovertibile che non possa nuovamente cambiare di stato una volta raggiunta la forma solida, scatenano nell’italico detective alcuni crescenti riflessioni sulla natura umana. Anche l’essere umano, effettivamente, si indurisce nel corso della propria esistenza, magari non avviene nel medesimo spazio di cottura dell’uovo, ma spesso è vittima di un identico processo. Eventi, esperienze e disillusioni lo rendono, alla stessa maniera, duro dentro e fragile in superficie.

Sono questo tipo di considerazioni a costellare l’itinerario di cui Dario Pontuale ci mette a parte.

Un lungo percorso, un libro d’indubbio valore e numerosi incontri lungo il cammino: questi, invece, sono gli ingredienti tipici del viaggio d’introspezione. Ma allora perché gli scacchi assieme alle bettole dove mangiare male e dormire peggio? Perché Conrad ed i mercati? Perché la nave e l’uovo? E perché mai tutto questo mischione di ingredienti ci coinvolge così tanto?

La ragione sta ancora una volta nell’irreversibilità dell’uovo sodo, perché il titolo spiega molto più di quanto possa sembrare. Viene sottolineata l’incapacità di modificare nuovamente il proprio stato. Un evento traumatico, come l’ebollizione, cambia quell’alimento per sempre. Allo stesso modo l’essere umano subisce, idealmente, il medesimo processo a parità di sconvolgimento:

Trauma – Cambio di stato – Indurimento interno e  Fragilità esterna.

Ma se, in quanto donne e uomini, non siamo in grado di cambiare il nostro stato (d’animo), se non riusciamo a tornare in una condizione per noi accettabile, se dunque non facciamo in modo che le esperienze importanti come i viaggi, gli incontri e l’apprendimento di nuove nozioni possano ridarci gli strumenti per ammorbidire nuovamente il nostro io e rafforzare le nostre difese esterne, allora possiamo definirci ancora esseri umani?

L’elegante prosa utilizzata e la forte caratterizzazione dei personaggi chiave tradisce l‘alta formazione classica di quest’autore che non ha avuto alcun timore di mescolare letteratura classica e uova,  così come le storie d’avventura e gli scacchi. Pontuale è noto per le sue innumerevoli prefazioni di opere classiche, in particolar modo per gli autori che hanno fatto del mare, dell’avventura e dell’intreccio narrativo la loro cifra stilistica. Negli ultimi anni si sta affermando anche come autore, dando libero sfogo a quello stile che ha ammirato sin da piccolo, ha gestito al tempo in cui era bibliotecario e che oggi divulga come farebbe il più convinto degli agenti letterari. In questo testo del Narratore le sue descrizioni fungono perfettamente da palchi d’eccezione pronti ad accogliere creature dal cuore ottocentesco e dall’approccio garbatamente contemporaneo. L’autore riesce così ad evitare, con molta attenzione, banali stereotipi letterari e troppo facili cliché relativi alle genti in cui il suo protagonista s’imbatte nel corso dell’indagine. La pressocché totale assenza di tecnologia attuale potrebbe fare di questo scritto una favola allegorica. La prospettiva illustrata dal consumato marinaio Neto, potrebbe rimandare a spunti filosofici. La ricerca di un’introvabile “vile” da smascherare, invece, è quasi un archetipo da romanzo d’avventura.

Ad ogni modo, qualunque sia la sfumatura che noterete maggiormente nel corso della lettura, “L’irreversibilità dell’uovo sodo” rimane sempre e comunque un viaggio. Se è vero e platealmente noto che nell’intraprendere un percorso, non conta davvero la meta ma il cammino stesso, in questo caso potremo aggiungere che l’importanza non risiede solamente nel viaggio, ma nell’avere il coraggio di accettare l’idea del viaggio in tutte le accezioni possibili, rischi inclusi.

Solo così sussiste realmente la possibilità di affrontare le nostre idiosincresie, comprendere meglio la nostra condizione negli incontri che la strada ci sottopone e soprattutto solamente in questo modo possiamo davvero essere in grado di cambiare il nostro stato in nome di un’umanissima ed imprescindibile “reversibilità”.

 

 

VERSIONE AUDIO.”L’irreversibilità” dell’uovo sodo” di Dario Pontuale. Copyright audio. Il Narratore. 2025. La voce narrante è di Federico Maggiore che costitusice realmente un valore aggiunto a tutta l’opera. Consigliatissimo l’ascolto di un suo estratto di lettura, sul sito ufficiale dell’editore, per capirne l’importanza. 

VERSIONE CARTACEA. “L’irreversibilità dell’uovo sodo” di Dario Pontuale. Zovencedo (VI) Il Narratore. 2025

Immagine tratta dal sito ufficiale dell’editore: www.ilnarratore.com © tutti i diritti riservati 

 

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked (required)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>