di Francesco Bordi
Conosciamole insiene dunque! Come chi? Allora…
C’è “Lei” che ricorda tutto, infanzia, adolescenza, maturità… fino ad un certo punto della sua vita, e poi c’è “L’altra” che vive costantemente in assenza di memoria. Il problema è che entrambe sono la stessa persona: il prima ed il dopo. A legare ed accumunare i due volti della stessa medaglia c’è questo Big ego che appartiene ad entrambe, anche se alla fine Lei è L’altra…
Ecco il caotico titolo da presentarvi con grandissimo piacere perché il caos é appunto la bellezza di questa intrigante fatica letteraria a firma Azzurra de Paola.
I Ragazzacci delle Edizioni Readerforblind hanno saputo scovare un’autrice che ha, davvero, qualcosa da dire e ve lo dice in faccia, o meglio ce lo dice, anzi… ce lo urla, magari accompagnato da qualche insulto.
Il suo “Big Ego – Io sono l’altra –” è il racconto di una ragazza che vuole la verità, una giovane donna che odia perbenismi ed apparenze e che quindi vuole sentirsi autentica, viva, anche a costo di farsi del male per riuscire a provare qualche emozione sopra e sotto la sua pelle.
Fino a qui nulla di nuovo, mi direte voi, cari lettori: temi già trattati, denuncia ultra-presente in letteratura, quasi un cliché ormai. Vi capisco e infatti già mi sembra di sentirvi: <Perché dovremmo leggere ancora una volta il romanzo di chi si lamenta della vita e delle apparenze?>. Beh, direi perché stavolta… è tutto vero.
La scrittura della sfuggente autrice (è stato difficile anche convincerla a venire alle sue presentazioni) ha una schiettezza che cresce pagina dopo pagina. La sua è una narrazione sensoriale, in certi passi la potremmo definire quasi uterina.
Si maledice allo specchio, si sente diversa e felicemente distante dalla gente che vede per strada, ma allo stesso tempo vorrebbe che ci fosse qualcuno accanto al suo risveglio, qualcuno che le stesse vicino; andrebbe bene anche un cane o almeno una pianta. Il massimo sarebbe avere vicino qualcuno che magari le ricordasse chi lei sia. Il nodo centrale infatti sta proprio qui: la misteriosa protagonista Italo-Americana non ha memoria di chi sia ora né di chi sia stata in precedenza. Non conosce nemmeno il proprio nome e spera sempre d’incontrare qualcuno che le dica chi è, ma non ci si può fidare così degli sconosciuti, perché per Lei sono tutti sconosciuti a parte “Nerd” e “Punk”, due amici dalla mano pesante verso chi le dà fastidio e dalla inspiegabile devozione (chiarita solo nel finale) nei suoi confronti. L’unico possibile fil rouge fra la Lei, quella dei ricordi, e la nuova lei, ossia L’altra, che è solo confusione, potrebbe essere quella misteriosa telefonata che arriva così frequentemente in casa, ma il più delle volte si tratta di una chiamata muta in grado solo di destabilizzarla. Dall’altra parte dell’apparecchio, infatti, si sente solamente un respiro privo di discorso e se, di rado, qualche espressione viene pronunciata, si tratta puntualmente di un accostamento di parole prive di alcun senso per lei.
Nelle pagine che scorrono questa Statunitense, poco autoctona, affronta con disinvoltura ed improperi di vario genere temi come senso del disagio, disturbo alimentare, umiliazioni e pregiudizi culturali, razzismi, violenze più o meno conclamate, un aborto, dipendenza da droghe e da farmaci: tutto vissuto in prima persona nell’arco geografico di tre città Portland, Chicago e New York.
In un racconto così crudo spesso concentrato su odori, malfunzionamenti corporali, dettagliate descrizioni relative a dipendenze chimiche e nel quale a volte risulta, piacevolmente, difficile distinguere il flusso di coscienza strabordante dal resoconto della sua vita, sembra esserci perfino uno spazio per una sorta di infatuazione: un amore verso cui la nostra “L’altra” si sente impreparata.
A differenza di “Lei”, infatti non ricorda come si flirta e non rammenta nemmeno se lo ha mai saputo fare. Si sente brutta, grassa ed incapace di approcciare una qualunque tipo di relazione. Arriva a pensare che proporsi con l’offerta di un rapporto orale al suo “Uomo Cattivo”, di cui si è innamorata, potrebbe essere la giusta via. Insomma, quando non si sa chi si è davvero e chi si è stati in prima, quando non si ricordano le precedenti attrazioni e gli errori fatti, riconoscerete che è piuttosto difficile sapere come relazionarsi con qualcuno a cui si tiene! Chi è senza passato vede solo incertezze riguardo al proprio futuro.
L’esito di questa unica novità che la fa sentire finalmente viva, così come la comprensione della sua totale assenza di passato, saranno chiarite solo nel finale, quando ci verrà fatta perfino la grazia di conoscere il suo nome.
Ma vi piacerà questo finale? Sarete davvero lieti di sapere che cosa è che ha determinato questa scissione fra Lei (che è ricordo e memoria) e L’altra (che è tabula rasa malata ed ha soppiantato la precedente esistenza)?
Di sicuro questo “Big Ego” sarà un crescendo di attenzione, di capitolo in capitolo, e se poi non vi piace, beh, Azzurra non ne avrà a male. Per lei è importante che siate vivi e lo dimostriate perché, finché non siete morti, avete ancora una vita fatta di fogli bianchi da riempire, possibilmente rimanendo lontani dalle forme più aberranti di Noia dell’anima e Finzione umana.
Quindi se vi piace il suo Big Ego urlatelo sul vostro foglio bianco, se non vi piace allora ditele che fa schifo. Lei, forse, aggiungerà tutto sul suo di foglio, ma comunque sorriderà, in ogni caso, perché ama scrivere della verità, qualunque sia.
Ricordiamoci che spesso per motivi sociali e culturali, ci troviamo a creare due diverse verità, tuttavia quella autentica di solito è “L’altra”…
“Big Ego – io sono l’altra – ” Readerforblind, 2024 Ladispoli (Roma)
Foto di Francesco Bordi © Tutti i diritti riservati


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